La storia dietro
Everyday Is a Winding Road, secondo DoReSol
Il brano Everyday Is a Winding Road sembra un viaggio in macchina senza una meta precisa, ma con un ritmo che ti costringe a muovere i piedi. Il riff principale di chitarra, in D-flat mixolydian, ha quella miscela di malinconia ed energia che fa sì che il tema rimanga impresso nella mente fin dalla prima battuta. Non è solo la melodia a catturare: il suono generale del brano — a metà tra rock e pop — ha un’aria calda, come se fosse stato registrato in uno studio con pareti che respirano jazz. Il dettaglio che sorprende di più, però, è la base ritmica: sembra un loop che non si chiude mai del tutto, come se il percorso descritto nel testo non avesse via d’uscita.
Il testo nacque da una rottura, ma non di qualsiasi tipo: Paul Hester, batterista dei Crowded House e amico stretto di Sheryl Crow, fu colui che diede forma a quella sensazione di deviazione costante. Registrato agli Kingsway Studios di New Orleans, il brano divenne il secondo singolo dell’album omonimo, pubblicato nel settembre 1996. Il video, in sépia con un aeroplanino di giocattolo che vola tra scene urbane, rafforza l’idea di un tragitto senza una meta chiara. Il brano raggiunse la posizione numero 11 nella Billboard Hot 100 e rimase in classifica per un anno intero, mentre in Canada divenne il suo quarto e ultimo numero uno. Persino la Accademia Nazionale lo notò: fu candidato a Record of the Year ai Grammy Awards del 1998, anche se il premio andò a Sunny Came Home di Shawn Colvin. Oggi, continua a essere uno di quei brani che si sentono alla radio indipendentemente dall’epoca.
Dall'album
Sheryl Crow
Sheryl Crow · 1996 · Track 8
Dati
Crediti
Musica Sheryl Crow, Brian MacLeod, Jeff Trott