La storia dietro
Estrechez de corazón, secondo DoReSol
Quando ti immergi in Estrechez de corazón, ti imbatti in un brano che si estende per oltre sei minuti, un viaggio sonoro che si allontana dalle strutture convenzionali. Questa canzone, parte dell'album Corazones, rappresenta un punto di svolta per Los Prisioneros, esplorando un suono più raffinato ed elettronico. La produzione, curata dall'argentino Gustavo Santaolalla insieme a Aníbal Kerpel, è stata registrata interamente fuori dal Cile, negli studi di Los Angeles. Questo cambio di scenario e di approccio ha segnato una svolta verso il synth-pop e il dance-pop, incorporando elementi di house ed electro-disco, una notevole evoluzione dalle loro radici new wave e rock con chitarre.
La gestazione di Corazones, e di conseguenza di Estrechez de corazón, coincise con un momento di ristrutturazione per la band. Dopo l'uscita di Claudio Narea, Jorge González assunse un ruolo ancora più centrale nella composizione e nella direzione musicale. L'album fu pubblicato nel maggio 1990 e la sua distribuzione internazionale fu curata da Capitol Records. Questo lavoro si distingue per il suo suono, che si allontanò dai testi più apertamente contestatari dei loro lavori precedenti, come La Voz de los '80 o Pateando Piedras, per addentrarsi in tematiche più personali, sebbene l'influenza della critica sociale e la lotta contro l'oppressione, che risuonarono fortemente in Cile durante la dittatura militare, rimanessero uno sfondo importante nella traiettoria della band.
Dall'album
Corazones
Los Prisioneros · 1990 · Track 6
Dati
Crediti
Musica Jorge Gonzalez