Inizio · Canzoni · Milton Nascimento · Dos cruces
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Dall'album
Clube da Esquina
Milton Nascimento · 1972 · Track 7
Dati
La storia dietro
Ci sono canzoni che iniziano come un sussurro e finiscono per diventare un inno, e Dos cruces è una di queste. Nata nel 1952 come Soledad dalla penna di Carmelo Larrea, questo bolero spagnolo divenne un ponte tra i continenti quando Milton Nascimento lo registrò nel 1972 per l’album Clube da Esquina. Ciò che è curioso non è solo che un brasiliano gli abbia dato la sua voce, ma come il testo — che descrive la linea dell’orizzonte di Siviglia sotto una luna argentea — risuoni in qualsiasi lingua. Dopo oltre ottanta versioni, da Jorge Gallarzo a Nana Mouskouri, rimane quella canzone che tutti riconoscono al primo accordo, come se stesse aspettando da decenni di essere cantata in portoghese.
La versione di Milton non è una semplice traduzione musicale: è una reinvenzione. Registrata nel novembre 1971 alla Praia de Piratininga e agli Estúdios Odeon di Rio, la canzone si inserì in un doppio album che mescolava MPB, pop barocco e persino lampi di rock, proprio mentre il Brasile viveva sotto il peso della dittatura. Con i suoi 5:22 di durata, Dos cruces non cerca di essere epica, eppure lo diventa: la sua melodia, che in altre labbra suona come nostalgia spagnola, nella voce di Milton acquisisce quella texture unica in cui il falsetto e le sfumature della chitarra dialogano con la stessa intensità. Non è un caso che, decenni dopo, il brano sia rimasto un ponte tra culture, come quando Peter Gabriel o Pat Metheny si sono avvicinati alla sua musica.