La storia dietro
Cristo — Muerte y resurrección, secondo DoReSol
Vox Dei registrò nel 1971 un disco che ancora oggi rimane un punto di riferimento: La Biblia. Tra i brani più ricordati c'è Cristo — Muerte y resurrección, una composizione che non solo infrange la durata standard delle canzoni rock dell'epoca, ma lo fa con un approccio narrativo che mescola l'epico con l'intimo. La struttura di oltre dieci minuti non è un capriccio: il brano si sviluppa come un racconto in capitoli, dove ogni sezione contribuisce a un'atmosfera diversa senza mai perdere il filo conduttore. Il basso e la batteria impostano il ritmo fin dall'inizio, ma è la chitarra a conferire quel tono solenne, quasi liturgico, che definisce il suono.
Il progetto nacque nel 1970, quando Vox Dei era in piena ascesa sulla scena argentina. La Biblia fu ultimato nei studi della Disc Jockey, con Jorge Álvarez alla produzione. Il disco non intendeva suonare come un rock convenzionale: voleva raccontare una storia, e Cristo — Muerte y resurrección ne fu il fulcro. Nel 2007, la rivista Rolling Stone lo posizionò al 14º posto tra i 100 migliori album del rock argentino, ma all'epoca l'impatto fu diverso: quattro concerti esauriti al Teatro Presidente Alvear e poi un tour che li portò in diverse città della Repubblica Argentina. In seguito, altri artisti come Billy Bond reinterpretarono il brano, prima in Argentina e poi in Brasile, confermando che quella registrazione di oltre dieci minuti aveva lasciato un segno difficile da cancellare.
Dall'album
La Biblia
Vox Dei · 1971 · Track 7
Dati
Crediti
Musica Juan Carlos “Yodi” Godoy, Willy Quiroga, Ricardo Soulé