La storia dietro
Como la cigarra, secondo DoReSol
Quando ci si immerge in Como la cigarra, ci si imbatte in una storia di resilienza che, sebbene scritta da María Elena Walsh nel 1973, acquistò una profonda risonanza negli anni successivi. Le parole sull'essere stata cancellata e scomparsa, sull'andare da sola e piangendo al proprio funerale, ma continuando a cantare, acquisirono un peso particolare in Argentina a partire dal 1976. La canzone, inizialmente concepita da Walsh per riflettere gli alti e bassi della sua carriera artistica, si trasformò in un simbolo di resistenza sociale e politica. La sua struttura, con semplici arrangiamenti di Santiago Chouny che evocano un'atmosfera vicina alla guarania e un'atmosfera autunnale, crea uno sfondo perfetto per questa narrativa di sopravvivenza.
L'interpretazione di Mercedes Sosa, conosciuta come La Negra Sosa, è fondamentale per comprendere la trascendenza di Como la cigarra. La sua prima registrazione nel 1978, pensata per l'album Serenata para la tierra de uno, fu vietata dalla censura. Questo portò Sosa a registrare nuovamente l'album in Messico, includendo la canzone, questa volta con Colacho Brizuela alla chitarra. Durante il suo esilio, Sosa la considerò un pezzo chiave, carico della sofferenza di non poter tornare nel suo paese. Una sua versione a Lugano, Svizzera, per un programma televisivo, divenne un momento iconico, anch'essa con l'accompagnamento di Brizuela. Nel 1982, il suo ritorno in Argentina la vide tornare con questa canzone, che divenne nuovamente un inno per coloro che erano all'estero e per il ricongiungimento con la loro terra. Persino León Gieco la adottò nel suo repertorio e, nel 2010, insieme a Gilberto Gil, la cantò all'Obelisco di Buenos Aires in una celebrazione del bicentenario argentino.
Dall'album
Mercedes Sosa en Argentina
Mercedes Sosa · 1982 · Track 9
Dati
Crediti
Testo María Elena Walsh
Musica María Elena Walsh