La storia dietro
Chinese Restaurant, secondo DoReSol
La prima volta che ho ascoltato Chinese Restaurant, sono rimasto affascinato dal basso che si intreccia sul ritmo, come se il basso e la batteria fossero un unico strumento. Non è un groove convenzionale: c’è uno spostamento sottile nel tempo che gli conferisce un’aria giocosa ma precisa, come se qualcuno avesse regolato il metronomo al contrario senza perdere la base. Il resto della canzone segue la stessa logica: i sintetizzatori non suonano come accompagnamento, ma come personaggi che dialogano con la melodia principale, e la voce —che oscilla tra il nasale e il volutamente stonato— finisce per essere parte del gioco invece che la protagonista. È uno di quei pezzi che non suonano mai uguali due volte di seguito, anche se lo scheletro rimane lo stesso.
Lo registrarono nell'aprile del 1985 in Italia, ma non come un progetto standard: Maurizio Bassi e Naimy Hackett misero insieme le canzoni in un tempo record, con Jimmy McShane come volto visibile, anche se le voci di supporto —e persino alcuni arrangiamenti— suggeriscono che ci furono altre mani coinvolte nel processo. L’album, Living in the Background, uscì prima negli Stati Uniti e poi in Europa, ma Chinese Restaurant rimase un brano minore, senza singolo né promozione. Tuttavia, nella Billboard Hot 100 il disco riuscì a entrare grazie ad altri pezzi, come Tarzan Boy o Woody Boogie, che ebbero maggiore diffusione. Oggi, però, è uno di quei brani che i fan riscoprono per la sua particolarità: suona come qualcosa che non si adattava al suo tempo, ma che, con gli anni, ha guadagnato un posto tutto suo.
Dall'album
Living in the Background
Baltimora · 1985 · Track 5
Dati
Crediti
Testo Naimy Hackett
Musica Maurizio Bassi