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O poeta e o violão

di Toquinho · Album O poeta e o violão

Canto de Ossanha

Durata 2:50

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La storia dietro

Canto de Ossanha, secondo DoReSol

Canto de Ossanha è una di quelle canzoni che si sentono come un sospiro tra due amici che si conoscono troppo bene. Registrata in un’unica take in uno studio a Milano nel 1975, la versione che ascoltiamo non è una prova perfetta, ma l’eco di risate, commenti sparsi e persino qualche inciampo rimasto impresso nel vinile. Toquinho e Vinicius de Moraes non cercavano la perfezione in quella sessione: volevano catturare il momento, come se il Poeta e il violão si fossero seduti a chiacchierare di tutto ciò che avevano vissuto insieme, dalle loro collaborazioni con Baden Powell e Antônio Carlos Jobim agli anni di tournée a Buenos Aires. La chitarra di Toquinho suona leggera, quasi come se le corde si muovessero da sole, mentre la voce di Vinicius scorre tra versi che già sembravano inni molto prima di essere registrati.

Il disco O poeta e o violão —uscito nello stesso anno per la RGE— non è un album qualsiasi: è la prova che a volte ciò che conta di più nasce quando si abbandona il controllo. In appena due minuti e quarantotto secondi, Canto de Ossanha racchiude quella libertà. Vinicius aveva scritto il testo anni prima, ma qui acquista un peso diverso, come se ogni parola fosse maturata lungo il percorso. L’amicizia tra il poeta e il chitarrista era così stretta che, come raccontò Toquinho anni dopo, vivevano sotto lo stesso tetto quando Vinicius morì. Ecco perché, ascoltando questa canzone, non sembra una registrazione, ma un frammento di vita rimasto impresso senza volerlo.

Dall'album

O poeta e o violão

O poeta e o violão

Toquinho · 1975 · Track 6

Dati

Durata2:50
AlbumO poeta e o violão
Anno1975