Inizio · Canzoni · Pink Floyd · Bring the Boys Back Home

The Wall

di Pink Floyd · Album The Wall

Bring the Boys Back Home

Tonalità G Tempo 112 bpm Metro 3/4 Durata 1:29
Capotasto 0
Tonalità G
Vel.
◫ Modalità Cinema

Dall'album

The Wall

The Wall

Pink Floyd · 1979

Dati

TonalidadG
Compás3/4
Tempo112 BPM
Duración1:27
CompositorRoger Waters
ÁlbumThe Wall
Año1979
ISRCGBDJQ7900021

Crediti

Musica Roger Waters

La storia dietro

Quando ascolti i primi tamburi che segnano un ritmo di marcia, quasi come se si stesse avvicinando un plotone, ti rendi subito conto che *Bring the Boys Back Home* ha qualcosa di diverso. La canzone inizia con quella percussione ferma in 4/4, ma subito si aggiungono un'orchestra e un coro che si muovono in un tempo di 12/8. È questa sovrapposizione di ritmi che le conferisce una sensazione di tensione, come se due forze fossero in gioco. La voce di Roger Waters appare in un registro alto, cantando un testo diretto sulla necessità di riportare i soldati a casa e non lasciare i bambini soli. La progressione degli accordi, che si ripete e poi si inverte creando instabilità, è una risorsa che i Pink Floyd hanno utilizzato in altre parti di *The Wall* e in lavori successivi. Il climax arriva quando la voce di Waters lotta per sostenere una nota alta, mentre la percussione insiste e si mescolano risate e voci, come se il personaggio di Pink fosse sull'orlo della follia.

Questo brano, scritto da Roger Waters, fu concepito come un punto di unione all'interno della narrazione di *The Wall*, un album pubblicato il 30 novembre 1979. La registrazione della canzone ebbe luogo tra aprile e novembre 1979, e vide la produzione di Bob Ezrin, David Gilmour, James Guthrie e dello stesso Roger Waters. La versione presente nell'album ha una durata di 1:21. Il tema affronta le conseguenze della guerra, un tema ricorrente nell'album, e segna un momento cruciale nella storia di Pink. Per le esibizioni dal vivo di *The Wall*, la band optò per utilizzare le registrazioni orchestrali originali di Michael Kamen e gli effetti sonori pre-registrati, invece di cercare di replicarli con un'orchestra e un gran numero di percussionisti in ogni concerto. Ciò permetteva di mantenere la sincronizzazione con le registrazioni in studio, anche con l'uso di *click tracks*.
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