La storia dietro
Blue Jay Way, secondo DoReSol
Quando George Harrison si trovava a Los Angeles nell'agosto del 1967, dopo un volo da Londra, visse una particolare notte di attesa. Alloggiava in una casa sulla Blue Jay Way, una strada situata nelle colline di Hollywood, in mezzo a una fitta nebbia. L'attesa si prolungava mentre aspettava Derek Taylor, il pubblicista della band. Per rimanere sveglio e passare il tempo, Harrison si sedette davanti a un organo Hammond presente nella casa e iniziò a improvvisare. Da quell'improvvisazione nacque la base della canzone Blue Jay Way, un pezzo che cattura la sensazione di disorientamento e l'atmosfera eterea di quella notte. La registrazione della canzone avvenne nel settembre e ottobre del 1967 negli studi EMI di Londra, sotto la produzione di George Martin.
Blue Jay Way fu pubblicata nel 1967, come parte del progetto Magical Mystery Tour, presentato sia in formato EP nel Regno Unito che come album negli Stati Uniti. La canzone si distingue per l'uso di tecniche di studio tipiche del periodo psichedelico dei The Beatles, come il flanging, l'effetto Leslie e la manipolazione di nastri al contrario. Sebbene il brano incorpori elementi che evocano la musica classica indiana, come un suono d'organo che simula un ronzio costante, la strumentazione utilizzata è puramente occidentale. Il testo riflette l'esperienza di Harrison di aspettare in mezzo alla nebbia, con amici che sembravano aver perso la strada. Questa atmosfera onirica e strana si è riflessa anche nella sequenza del film televisivo Magical Mystery Tour, dove l'immagine cercava di ricreare quella stessa sensazione di foschia e disorientamento.
Dall'album
Magical Mystery Tour
The Beatles · 1967 · Track 4
Dati
Crediti
Testo George Harrison
Musica George Harrison