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La storia dietro
Back Talk, secondo DoReSol
Il brano Back Talk dei Journey è quel pezzo che si insinua tra le crepe di Frontiers, come se la band avesse infilato una breve pausa tra due successi di massa. Sembra una canzone che non cerca di rubare la scena, ma che, al momento giusto, dona all’album una svolta inaspettata. Con soli tre minuti e diciassette secondi, non si dilunga neppure di un secondo in più, e quel ritmo serrato fa parte del suo fascino: un brano che avanza senza perdere il polso, senza riempitivi superflui.
Lo registrarono nel mezzo del fermento di quei giorni di Frontiers, quando il gruppo aveva già chiaro che voleva suonare più raffinato senza perdere l’energia che li aveva portati lontano. Gli ingegneri Wally Buck e Mike Stone si occuparono di far sì che ogni strato di suono fosse al suo posto, mentre Kevin Elson —che si occupò anche del missaggio — diede a questo brano quell’aria pulita che contrasta con il resto dell’album. Il risultato è un brano che suona da studio, ma con la freschezza di qualcosa registrato senza troppe complicazioni. Non è il più famoso di Frontiers, ma c’è, come un ponte tra il rock più diretto e i momenti più melodici che sarebbero arrivati dopo.
Dall'album
Frontiers
Journey · Track 8
Dati