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p·u·l·s·e

di Pink Floyd · Album p·u·l·s·e

A Great Day for Freedom

Tonalità C Tempo 95 bpm Metro 4/4 Durata 4:17
Capotasto 0
Tonalità C
Vel.
◫ Modalità Cinema

La storia dietro

A Great Day for Freedom, secondo DoReSol

Nell'approcciare A Great Day for Freedom, ci troviamo di fronte a un brano che, sebbene pubblicato nel 1994, risuona con echi di eventi storici significativi e riflessioni personali. La canzone, secondo David Gilmour, si concentra sulle complessità emerse dopo la caduta dei regimi totalitari nell'Europa dell'Est. Non si tratta solo dell'euforia iniziale della democrazia, ma delle ombre apparse successivamente, come le pulizie etniche e i conflitti, in particolare in luoghi come la Jugoslavia. Gilmour menziona che il titolo originale era In Shades of Grey, il che suggerisce una prospettiva più sfumata sulla transizione verso la libertà. Il testo, che allude alla caduta del Muro di Berlino, ha portato ad alcune interpretazioni che la collegano alla storia dei Pink Floyd e alla relazione tra Gilmour e Roger Waters. Tuttavia, Gilmour è stato chiaro nell'affermare che la canzone non ha una connessione diretta con Waters né con l'album The Wall, invitando il pubblico a interpretare la musica liberamente ma mettendo in guardia contro l'eccessiva lettura di significati personali. La durata del brano è di 3:38.

La genesi di A Great Day for Freedom risale alla registrazione dell'album The Division Bell nel 1994, con David Gilmour e Bob Ezrin come produttori, e il missaggio curato da Gilmour insieme a Andy Jackson e Chris Thomas. La canzone fu eseguita per la prima volta dal vivo al Joe Robbie Stadium di Miami, USA, il 30 marzo 1994, e fu parte fondamentale del tour successivo, con esibizioni registrate in città come Città del Messico, San Diego, Berlino e Londra. La versione che appare sull'album P•U•L•S•E fu registrata all'Earl's Court Exhibition Centre di Londra il 19 ottobre 1994, sebbene siano stati inclusi anche frammenti di un'esibizione a Torino. Nel 2022, Gilmour ha rivisitato i nastri originali per creare una nuova versione, aggiungendo le voci di Sam Brown, Durga McBroom e Claudia Fontaine, oltre a strumentazione aggiuntiva. Questa rielaborazione è stata pubblicata come lato B del singolo Hey, Hey, Rise Up!. L'esecuzione delle tastiere in questa nuova versione ha generato dibattito, con Jon Carin che ha messo in discussione il credito attribuito a Richard Wright e Gilmour, sottolineando di essere stato lui a suonarla. La canzone è stata interpretata da Gilmour da solo a Gdańsk nel 2006, e questa versione dal vivo è stata inclusa nel suo album Live in Gdańsk.

Dall'album

p·u·l·s·e

p·u·l·s·e

Pink Floyd · 1995 · Track 8

Dati

TonalitàC
Metro4/4
Tempo95 BPM
Durata4:17
CompositoreDavid Gilmour
Albump·u·l·s·e
Anno1995
ISRCGBN9X1100016

Crediti

Testo David Gilmour, Polly Samson

Musica David Gilmour

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