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🇺🇸 Stati Uniti · 1930–1956

Woody Guthrie

Se c’è un suono che definisce cosa sia il folk negli Stati Uniti, è quello di Woody Guthrie: chitarre ruvide, testi che sembrano la quotidianità dei lavoratori e melodie che si imprimono come una testimonianza. Non era musica per abbellire salotti, ma per accompagnare marce, riunioni sindacali o viaggi su camion malandati. La sua chitarra portava scritto “Questa macchina uccide i fascisti”, ma in realtà ciò che uccideva era il silenzio intorno all’ingiustizia. Brani come This Land Is Your Land o Tear the Fascists Down non si limitavano a suonare bene: erano strumenti per pensare, per organizzarsi, per non dimenticare da dove venivano le persone che li cantavano. Guthrie non inventò il folk, ma gli diede un peso che prima non aveva: quello della voce di chi non aveva un microfono.

Nel 1939, dopo aver lasciato la radio KFVD a Los Angeles a causa delle sue idee politiche, arrivò a New York con poco più della sua chitarra e l’esperienza di aver visto intere famiglie abbandonare il Dust Bowl diretto verso la California. Qui, nel 1940, registrò Dust Bowl Ballads, un disco che non cercava premi né vendite di massa, ma raccontare ciò che aveva visto: la polvere che soffocava i raccolti, le banche che pignoravano le terre, i bambini affamati. L’album divenne un documento sonoro di un’epoca, e anni dopo la rivista Mojo lo inserì tra i 100 dischi che hanno cambiato il mondo. La cosa più curiosa è che Guthrie non lo pianificò così: erano canzoni scritte al volo, registrate con attrezzature prestate, dove ciò che contava era l’urgenza, non la perfezione.

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Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Un anno dopo, nel febbraio 1940, scrisse This Land Is Your Land come risposta diretta a God Bless America di Irving Berlin. Non era una canzone d’amore per la patria, ma un invito a guardare chi la abitava davvero: chi lavorava nei campi, chi dormiva nelle stazioni ferroviarie, chi non aveva terra propria. L’ironia è che oggi molti la cantano nelle scuole senza sapere che Guthrie la scrisse come critica al nazionalismo vuoto. Sempre nel 1941, il governo gli affidò un progetto nel nordovest del paese: canzoni sul fiume Columbia e sulle dighe che la Bonneville Power Administration stava costruendo. Qui registrò brani come Roll On, Columbia, Roll On, dove la musica suonava di acqua e progresso, ma senza perdere il suo taglio politico. Nello stesso anno, si unì agli Almanac Singers, un gruppo che mescolava musica e attivismo, e pubblicò la sua autobiografia Bound for Glory, un racconto crudo della sua vita che in seguito ispirò un film con David Carradine nel 1976.

Al di là degli album o delle tournée, ciò che rimane di Guthrie è l’idea che la musica possa essere un atto di resistenza. Artisti come Bob Dylan, Bruce Springsteen o Billy Bragg hanno riconosciuto la sua influenza, ma lui non cercò mai discepoli: voleva solo che le persone sapessero che anche le loro storie meritavano di essere cantate. Morì nel 1967, vittima della malattia di Huntington ereditata dalla madre, ma le sue canzoni continuano a viaggiare nelle chitarre di chi oggi le reinterpreta, le adatta o le grida nelle proteste. Non è un’icona perché lo dicano i libri: è un’icona perché la sua chitarra continua a suonare dove ce n’è bisogno.

Dati

Nacimiento
14 jul 1912
País
🇺🇸 Stati Uniti
Género
children's music

Premi e riconoscimenti

  • Grammy alla carriera