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Bogotá, Colombia

Ultrágeno

Ultrágeno non suona come qualsiasi altra band di rock colombiana. La loro musica mescola il peso dell’hardcore e del rock industriale con texture inaspettate: il violino di Amos Piñeros si intreccia tra le distorsioni, mentre i ritmi elettronici — dance, tecno o trip-hop — conferiscono un’aria urbana e caotica. Non è un suono levigato, ma grezzo, come se ogni canzone fosse stata registrata in una cantina con attrezzature prestate. I testi, dal canto loro, non parlano di eroi né di amori idealizzati, ma della Bogotá underground degli anni ’90: di notti nei bar clandestini, di frustrazioni e di quella rabbia che solo chi l’ha vissuta può capire.

Il salto sulla scena avvenne nel 1998 con il loro album omonimo, un disco che già si stava formando dal 1996, quando Amos — ex cantante dei Catedral, quella band grunge che aveva segnato la scena bogotana — accettò di unirsi a un progetto con Andrés Barragan (ex chitarrista degli Yuri Gagarin), Santiago Paredes e Juan Camilo Osorio. Il nome del gruppo, ultrágeno, gioca su due idee: il gas dello stesso colore che simboleggia speranza e un avvertimento contro l’oltraggio. Il risultato fu un disco che, in appena un anno, aveva già sette demo e due brani — La Inconvenientemente e Almuerzo ejecutivo — inclusi nella compilation Subterránica. La casa discografica MTM se ne accorse, e nell’ottobre dello stesso anno pubblicarono il loro primo album di lunga durata, che includeva Drulos — un ritratto crudo della gioventù marginalizzata — e Divino Niño, dove Amos riversava la sua frustrazione per la perdita del suo violino.

1 Album
12 Canzoni
481 Ascoltatori/mese

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1 album · 2002

Discografia completa

Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Il riconoscimento arrivò in fretta. L’Ultrágeno finì nelle classifiche dei migliori dischi del rock colombiano: il libro Rock colombiano: 100 discos, 50 años lo mise al 24º posto, la Rolling Stone al 12°, e Rateyourmusic al 42°. Ma ciò che li rese unici fu il loro legame con il pubblico. Divino Niño divenne un inno nei festival come Rock al Parque, e il video dell’Ultrágeno — realizzato con una borsa del Ministero della Cultura — andò in onda su MTV Latino e vinse il premio come miglior video colombiano ai Much Music Awards in Canada. Nel 1999, arrivarono persino a fare una cover di Nuestra Fe dei Soda Stereo per un tributo argentino. Il loro secondo lavoro, Código Fuente (2002), approfondì il personale: testi che parlavano delle loro stesse ferite dentro una società che già conoscevano fin troppo bene.

La band si prese una pausa nel 2004 quando i suoi membri lasciarono il paese, tranne Barragan, che terminò gli studi. Tornarono nel 2007 per tre concerti lampo, uno dei quali al Rock al Parque, come se il tempo non fosse passato. Oggi, a più di due decenni dal loro primo demo, restano un punto di riferimento: non per i premi o le classifiche, ma per quel suono che, come il gas ultrágeno, continua a brillare nel buio.

Dati

Paese
🇨🇴 Colombia
Genere
Rock

Membri

· actual
Amós Piñeros

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