Inizio · Artisti · The Human League

🇬🇧 Regno Unito · 1977–presente

The Human League

Il suono di The Human League nacque dalla fusione tra glam rock, soul della Tamla Motown e un tocco di elettronica sperimentale. Nel 1977, a Sheffield, Ian Craig Marsh e Martyn Ware —due programmatori informatici con una passione comune per i sintetizzatori— misero insieme la loro prima formazione con un Korg 700S e un Roland System-100. Inizialmente si chiamavano The Dead Daughters, poi passarono a The Future, e infine trovarono Philip Oakey, un portiere d’ospedale dallo stile eccentrico che non aveva mai cantato in pubblico ma che si adattava perfettamente all’immagine che cercavano. Con lui registrarono "Being Boiled", un brano oscuro in cui i sintetizzatori dominano la scena e i testi parlano di insetti in gabbia. Il singolo attirò l’attenzione, ma fu solo nel 1979, quando firmarono con la Virgin Records, che la band iniziò a definire il proprio stile: melodie orecchiabili, voci femminili che contrastavano con il freddo dei sintetizzatori e testi che giocavano con la fantascienza e il romanticismo urbano.

La svolta arrivò nel 1981 con Dare, un album che li portò da semplice curiosità britannica a fenomeno globale. La produzione di Martin Rushent —un produttore che sapeva come suonare alla radio senza perdere l’essenza elettronica— fu fondamentale: i sintetizzatori suonavano più caldi, le voci femminili di Joanne Catherall e Susan Ann Sulley si fondevano con i sintetizzatori di Jo Callis, e le canzoni avevano un ritmo che invitava a ballare. "Don’t You Want Me" divenne un successo planetario, raggiungendo il primo posto nel Regno Unito durante le feste natalizie del 1981 e bissando il risultato negli Stati Uniti l’anno successivo. Il video, con la sua estetica da soap opera e coreografie minimaliste, rafforzò l’idea che The Human League non fosse solo musica: era uno spettacolo visivo. Quello stesso anno vinsero un Brit Award come Miglior Nuovo Arrivato Britannico, ma il dato più interessante è che riuscirono in qualcosa che pochi nel synth-pop dell’epoca erano riusciti a fare: suonare accessibile senza rinunciare al proprio DNA sperimentale.

1,7M Ascoltatori/mese

Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Dopo Dare, la band esplorò strade diverse. Nel 1982 pubblicarono "Mirror Man", un singolo che suonava come un omaggio al loro passato post-punk, e l’anno successivo "(Keep Feeling) Fascination", una canzone che mescolava ritmi ballabili con un ritornello ipnotico. Ma l’album che seguì, Hysteria (1984), impiegò tre anni per vedere la luce, un tempo che alcuni attribuirono al loro perfezionismo. Il disco includeva "The Lebanon", un brano con influenze mediorientali che mostrava un’altra sfaccettatura del loro sound. Poi arrivò Crash (1986), in cui "Human" divenne il loro secondo numero uno negli Stati Uniti, questa volta con una produzione più raffinata e un video che giocava con l’estetica futurista. A quel punto, la formazione originale si era già dissolta: Marsh e Ware erano usciti nel 1980 per formare gli Heaven 17, e anche Adrian Wright, Ian Burden e Callis avevano lasciato la band. Ciò che rimase fu un trio —Oakey, Catherall e Sulley— che continuò a girare con musicisti ospiti, dimostrando che il vero nucleo di The Human League era sempre stato la loro formula: voci femminili, sintetizzatori e testi che sembravano tratti da un film di fantascienza.

Dati

Nacimiento
1 ene 1977
País
🇬🇧 Regno Unito
Género
Electrónica

Premi e riconoscimenti

  • Brit Awards

Etichette discografiche

Papillon