Inizio · Artisti · The Alan Parsons Project

🇬🇧 Regno Unito · 1975–1990

The Alan Parsons Project

Il suono di The Alan Parsons Project nasce dalla fusione della precisione tecnica di un ingegnere del suono con l’immaginazione di un compositore che cercava di raccontare storie. Alan Parsons, che aveva lavorato negli studi di Abbey Road durante le sessioni dei Beatles e aveva registrato The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, trovò in Eric Woolfson un partner che condivideva la sua passione per i concetti ambiziosi. Insieme formarono una squadra in cui le canzoni non erano semplici brani musicali, ma tasselli di un puzzle più grande: album interi basati su fantascienza, letteratura o persino sui film di Alfred Hitchcock. Ogni disco iniziava con un’introduzione strumentale che sfociava nella prima canzone vocale, e spesso si chiudeva con un brano potente o riflessivo, come se l’album avesse un ritmo organico tutto suo.

Il loro primo lavoro, Tales of Mystery and Imagination (1976), già mostrava quel marchio distintivo: una miscela di sintetizzatori futuristici, chitarre pulite e voci che cambiavano a seconda del brano. L’album raggiunse il Top 40 negli Stati Uniti, un risultato raro per una band britannica in quegli anni. Un dettaglio curioso è che "The Raven" includeva uno dei primi utilizzi di un vocoder nel rock, qualcosa che in seguito sarebbe diventato un segno distintivo del loro sound. Woolfson, che aveva pensato a un album ispirato a Edgar Allan Poe, e Parsons, con la sua esperienza negli studi di registrazione, trovarono in quella collaborazione la scintilla che avrebbe definito la loro carriera.

1 Album
10 Canzoni
1,2M Ascoltatori/mese

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Canzoni essenziali

1 album · 1982

Discografia completa

Dati, premi, membri e altro

Altro su The Alan Parsons Project

Biografia

Dopo aver firmato con la Arista Records, il gruppo visse il suo momento di maggiore esposizione. I Robot (1977) e Eye in the Sky (1982) divennero successi commerciali, soprattutto in Nord America e Europa continentale, anche se nel loro paese d’origine, la Gran Bretagna, non riuscirono mai a entrare nella Top 40. Brani come "Games People Play" o "Eye in the Sky" risuonavano nelle radio di tutto il mondo, ma il loro sound non era mainstream: erano album concettuali in cui ogni traccia trovava il suo posto all’interno di una narrazione più ampia. Woolfson cantava in alcuni brani, come "Time", creando un contrasto con le voci più gravi di altri cantanti ospiti, come John Miles o Lenny Zakatek. Il team di musicisti che li accompagnava era quasi una band a sé stante: Ian Bairnson alle chitarre, David Paton al basso e Andrew Powell agli arrangiamenti orchestrali erano presenze costanti nello studio.

Verso la fine degli anni ’80, la formula iniziò a cambiare. Gaudi (1987) fu il loro ultimo disco come The Alan Parsons Project, ma il progetto non terminò lì: Woolfson si dedicò ai musical come Freudiana e Gambler, mentre Parsons continuò a lavorare da solista. Nonostante abbiano tenuto un solo concerto dal vivo durante gli anni di attività — al Night of the Proms del 1990 —, la loro influenza perdurò. Con il tempo, Parsons resuscitò il nome per tournée con una versione live della band, ora chiamata Alan Parsons Symphonic Project, che nel 2004 e 2005 riempì stadi in una tournée mondiale. Arrivarono persino a registrare un album dal vivo in Colombia nel 2013, dimostrando che la loro musica continuava a risuonare decenni dopo.

Dati

Nascita
1 gen 1975
Paese
🇬🇧 Regno Unito
Genere
Rock progressivo

Etichette discografiche

Charisma Records Charisma Arista Records Arista