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Biografia
Poi arrivò il 1998, e con esso Dizzy Up the Girl, l’album che li portò al successo planetario. Iris, scritta per la colonna sonora di City of Angels, divenne un fenomeno senza precedenti: rimase undici mesi consecutivi nella classifica Billboard Hot 100 e diciotto settimane al primo posto nelle classifiche di airplay, senza nemmeno essere stata pubblicata come singolo. Era una canzone che sembrava tratta da un film romantico, ma con l’onestà di chi non finge di essere perfetto. I dischi successivi, come Gutterflower (2002) con Here Is Gone o Let Love In (2006) con Better Days, approfondirono quell’equilibrio tra rock e ballata, con testi che parlavano d’amore, perdita e seconde possibilità. Rzeznik, ormai diventato il volto pubblico della band, scriveva sulla stanchezza e sulla fede con una naturalezza che pochi nel pop-rock degli anni 2000 riuscivano a eguagliare.
Con gli anni, i Goo Goo Dolls hanno smesso di inseguire il successo di massa per concentrarsi su ciò che sanno fare meglio: suonare come loro stessi. Boxes (2016) e Miracle Pill (2019) hanno mostrato una band più matura, ma senza perdere quel nervo che li rende unici. Anche Chaos in Bloom (2022), prodotto da Rzeznik, ha recuperato parte dell’energia spensierata dei loro inizi, seppur con la prospettiva di chi ha vissuto decenni di musica e vita. Hanno venduto oltre quindici milioni di dischi, ricevuto quattro nomination ai Grammy, e continuano a suonare negli stadi, ma ciò che li definisce non è la grandezza dei loro palcoscenici, bensì quella miscela di grezzo e tenerezza che li ha sempre accompagnati. Alla fine, la loro storia è quella di una band che iniziò urlando in un bar e finì per scrivere canzoni che si ascoltano ai matrimoni, ai funerali e nei film, senza mai smettere di essere, nel profondo, gli stessi ragazzi che una volta si chiamavano Sex Maggots.
Dati
- Nascita
- 1 gen 1986
- Paese
- 🇺🇸 Stati Uniti
- Genere
- acoustic rock