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Montevideo, Uruguay · 1991 — presente

Buenos Muchachos

Los Buenos Muchachos suonano come un garage con odore di umidità e chitarre che stridono come un disco graffiato, ma con un’energia che non si esaurisce mai. La loro musica mescola la sfrontatezza del rock alternativo con tocchi di lo-fi e una crudezza che ricorda band come Pixies o Sonic Youth, senza però perdere quell’aria di quartiere che li rende vicini. Non è un suono levigato né cerca di sembrare un disco di studio: è piuttosto il rumore organico di chi suona perché non può farne a meno, con strati di distorsione che si sovrappongono come vernice scrostata su un muro vecchio. C’è però un dettaglio che li distingue: le loro canzoni raramente durano meno di cinque minuti e a volte si allungano fino a venti, come se ogni brano avesse bisogno di respirare tra accordi sporchi e voci che a volte urlano e altre sussurrano.

Tutto cominciò nel 1991 a Malvín, un angolo di Montevideo dove l’asfalto si crepa e le opportunità sembrano svanire al tramonto. Gustavo Antuña e Pedro Dalton formarono un trio con Rafael Clavere —che colpiva barattoli e pennelli come fossero tamburi— e Marcelo Fernández, un tipo che veniva da Cadáveres Ilustres ma finì per passare di band in band come se il palco fosse la sua seconda casa. La prima prova fu in un garage con una Volkswagen Gol celeste in mezzo e una lampada avvolta in un fazzoletto rosso, il genere di posto dove la noia si dissolve in magia involontaria. Lì scoprirono di poter trasformare la noia in qualcosa di degno di essere ascoltato, anche se solo quaranta amici assistettero alla sua nascita.

1990s
1 Album
15 Canzoni
9K Ascoltatori/mese

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1 album · 2003

Discografia completa

Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Il salto al grande pubblico arrivò nel febbraio 1992, quando suonarono a un compleanno a Solymar e poi al Juntacadáveres, un locale che sapeva di birra a buon mercato e di sogni a metà. Nel 1994 erano già in studio per registrare quello che sarebbe diventato Nunca fui yo, un album uscito nel 1996 in cassetta e che andò esaurito così in fretta da diventare quasi un oggetto di culto. Non c’era produzione di lusso né arrangiamenti sofisticati: solo quattro ragazzi che suonavano come se il mondo stesse per finire domani. Poi arrivò Aire rico nel 1999, registrato in mezzo a tensioni interne che li costrinsero a fermarsi tra il 1994 e il 1996, e Dendritas contra el bicho feo nel 2000, un disco che confermò che potevano sopravvivere alle proprie liti.

Ma fu nel 2004 che fecero una svolta con Amanecer búho, pubblicato da Bizarro Records e prodotto da loro stessi insieme a Gastón Akerman. José Nozar —ex Elixir— arrivò alla batteria e Alejandro Itté al basso, e all’improvviso il suono divenne più nitido, senza però perdere quella ruvidezza che li caratterizza. L’album debuttò al teatro El Galpón con il tutto esaurito, e il video di "He Never Wants to See You (Once Again)" —diretto da Diego Fernández— diede loro una spinta oltre l’Uruguay. A quel punto avevano già lasciato il segno in film come 25 watts e La perrera, e le loro canzoni risuonavano in bar, spiagge e festival, da Amarillo a Montevideo fino a Cemento a Buenos Aires.

Nel 2006 pubblicarono Uno con uno y así sucesivamente, un album che li portò a riempire il Teatro Metro nel 2007 e a crescere così tanto nel pubblico che, tra il 2007 e il 2008, faticavano a star dietro alle richieste. Ma la stanchezza li raggiunse: nel 2009 si presero un anno sabbatico e tornarono con concerti al La Trastienda, anche se la band già portava dietro quel rapporto di "amore e odio" che spesso finisce in lunghe pause. Il punto più alto di quella fase fu aprire per i Pixies al Teatro de Verano nel 2010, un concerto che segnò un prima e un dopo perché, dopotutto, erano cresciuti ascoltando quella band. Nel 2011 aggiunsero Francisco "Pancho" Coelho alla terza chitarra e Ignacio "Nacho" Gutiérrez alle tastiere, e chiusero l’anno con Se pule la colmena e uno spettacolo chiamato "Puro Humo" nello stesso Teatro de Verano. Non erano una band che cercava fama, ma il percorso li portò a suonare sui palchi che un tempo avevano sognato.

Dati

Nascita
1 gen 1991
Paese
🇺🇾 Uruguay

Membri

fondatore · actual
Gustavo Antuña
· actual
Marcelo Fernández
voce · actual
Pedro Dalton
batteria
Laura Gutman

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