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Amanecer búho 2003
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Amanecer búho

Quando i Los Buenos Muchachos si dedicarono alla creazione di Amanecer búho nel 2003, avevano già un percorso alle spalle nella scena di Montevideo, Uruguay. Provenivano dall'esplorazione di suoni influenzati da band come Pixies e Sonic Youth, e questo disco sembra un punto in cui hanno consolidato quella ricerca. Non si trattava di seguire formule, ma di trovare una voce propria che risuonasse con quell'energia cruda che avevano costruito dal 1991, quando iniziarono a riunirsi a Malvín. Il processo di registrazione di questo album, sebbene non dettagliato esplicitamente, sembra essere stato una continuazione di quel modo di lavorare che li portò a pubblicare il loro primo materiale in modo indipendente e artigianale nel 1996.

Anno
2003
Canzoni
15
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Sull'album

Amanecer búho, secondo DoReSol

Quest'opera, Amanecer búho, si sviluppa lungo quindici canzoni, offrendo un panorama sonoro che invita a immergersi nelle sue texture. Brani come He Never Wants to See You (Once Again) o Partes del Campo (Parte 2) suggeriscono un'esplorazione lirica e musicale che va oltre il convenzionale. L'inclusione di Jaja jeje (canción de cuna para Kurt Cobain), ad esempio, non solo segna un riferimento diretto a una figura influente nella musica di quell'epoca, ma apre anche la porta alla comprensione degli strati di significato e delle connessioni che la band intrecciava nella sua opera.

L'album si completa con pezzi come Under de Tilo's Tree e Coral #5, che contribuiscono all'atmosfera generale del disco. Il modo in cui i Los Buenos Muchachos hanno strutturato questo album, con una lista di brani che invita alla riflessione e alla scoperta, mostra una band in piena maturità creativa, pronta a offrire un suono che appariva allo stesso tempo familiare e distintivo.