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Wheels Are Turnin’ 1984
Album · di REO Speedwagon ↗ Vai all'artista

Wheels Are Turnin’

Wheels Are Turnin’ arrivò nel 1984, proprio quando REO Speedwagon portava già da anni le ruote del loro suono tra il rock diretto e quei cori che ti rimangono in testa. Il disco non cercava di reinventare la ruota, ma piuttosto di premere l’acceleratore su ciò che sapevano fare meglio: melodie chiare, chitarre che cantano e quell’equilibrio tra forza e tenerezza che li aveva portati a vendere milioni con Hi Infidelity quattro anni prima. Qui non ci sono esperimenti strani o cambiamenti bruschi; è la stessa band che veniva dai concerti negli stadi, ma con la sicurezza di chi sa già che il pubblico canterà insieme senza bisogno di essere guidato.

Anno
1984
Canzoni
9
Durata
39 min 13 seg
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Sull'album

Wheels Are Turnin’, secondo DoReSol

La magia di questo album sta in tre brani che sono diventati pietre miliari. Can’t Fight This Feeling già suonava nelle radio prima dell’uscita, ma nel disco risulta più completa, con quella tastiera che si intreccia alla chitarra e quei versi che sembrano scritti perché chiunque li senta propri. Keep On Loving You, sebbene non sia nella tracklist, è impossibile non menzionarla qui: quel solo di chitarra pulito e il ritornello esplosivo sono pura adrenalina controllata. E poi c’è Wheels Are Turnin’, che dà il nome al disco e non è solo un altro brano: quel riff iniziale che sembra una marcia, la batteria di Alan Gratzer che segna il passo e quel ritornello che chiede a gran voce di essere fischiettato in auto. Non è un caso che l’album sia diventato disco di platino negli USA poco dopo la sua uscita.

Dietro tutto questo c’è la stessa formazione che aveva dominato gli anni ’70, anche se con Neal Doughty come unico membro originale alle tastiere. La band aveva già dimostrato di poter vendere milioni senza perdere la propria essenza, e nel 1984 hanno semplicemente allentato un po’ il piede per lasciare che il suono respirasse. Registrato negli studi dell’Illinois con attrezzature non all’avanguardia per l’epoca, il disco suona caldo, come se ogni nota fosse stata catturata in una sola take. Non c’è riempitivo qui: ogni canzone ha il suo momento per brillare, e questo si nota nella scaletta dove brani come I Do’ Wanna Know o Live Every Moment funzionano come cambi di marcia su un’autostrada aperta, senza fretta ma senza pause.

Discografia

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