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Sueño Stereo 1995
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Sueño Stereo

Soda Stereo arrivò a Sueño Stereo con l’intenzione di rompere gli schemi. Registrato presso Supersónico, a Buenos Aires, e mixato a Matrix a Londra, il disco uscì il 21 giugno 1995 sotto l’etichetta Sony. Non era un album come gli altri: puntarono su suoni elettronici intrecciati al rock, usando violini e violoncelli come protagonisti secondari in quasi ogni brano. Il risultato suonava fresco, come se avessero preso il rock argentino e gli avessero iniettato dosi di pop britannico e neo-psichedelia. Brani come Disco eterno, Pasos o Zoom portavano quel marchio: basi ritmiche ripetitive, melodie avvolte in strati di sintetizzatori e testi che, senza essere espliciti, lasciavano spazio all’immaginazione.

Anno
1995
Canzoni
1
Durata
3 min 40 seg
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Sull'album

Sueño Stereo, secondo DoReSol

Ciò che rendeva l’album più sorprendente non erano solo gli strumenti o gli effetti, ma come alcuni brani si collegassero a The Beatles. Paseando por Roma, ad esempio, ha un basso che ricorda Taxman e un ritornello che si ispira a Got to Get You into My Life. Ella usó mi cabeza como un revólver non solo include la parola revolver nel titolo, ma la sua copertina gioca con i colori del Revolver del 1966. Superstar, registrata in queste sessioni ma poi inclusa in Comfort e Música para volar, prende in prestito la melodia di She Said She Said. L’omaggio era chiaro, ma non una copia: era un dialogo tra generazioni, in cui Gustavo Cerati e la sua band trasformavano quelle influenze in qualcosa di proprio.

L’impatto fu immediato. Sueño Stereo ottenne presto il disco di platino negli Stati Uniti, e nel 2012 Rolling Stone lo posizionò quarto nella sua lista dei migliori album di rock latinoamericano. Il video di Ella usó mi cabeza como un revólver, diretto da Stanley e girato a Santiago del Cile, vinse il Premio MTV della Gente nel 1996. Ma oltre ai numeri, ciò che rimase fu la sensazione che quell’album avesse aperto una porta: quella di un rock che poteva essere sperimentale senza perdere la sua essenza melodica. Nel 2007, una riedizione corresse l’ordine originale dei brani e aggiunse i due pezzi che erano stati esclusi nel 1996, chiudendo così il ciclo di un album che, fin dalla prima nota, aveva reso chiaro che non era un addio, ma un sogno che continuava a vivere.

Discografia

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