La gestazione di Ray of Light fu un processo esteso per Madonna. Inizialmente lavorò con produttori come Babyface, ma le sessioni non andarono a buon fine, e lei cercò una direzione musicale diversa. Fu allora che si unì al produttore inglese William Orbit, che portò un approccio più sperimentale e una profonda immersione nella musica elettronica e trance. La registrazione, che si estese per diversi mesi, non fu esente da contrattempi, specialmente con l'attrezzatura di Orbit, che subì frequenti guasti, prolungando il processo. Nonostante queste sfide, il risultato fu un lavoro che molti considerano il suo capolavoro.
L'impatto di Ray of Light fu immediato e notevole. Al momento della sua uscita, fu acclamato dalla critica, che elogiò l'evoluzione musicale di Madonna, la profondità dei suoi testi e la produzione intricata di Orbit. Gli viene attribuito il merito di aver introdotto la musica elettronica nel circuito pop mainstream, riaffermando la rilevanza dell'artista in un'epoca dominata da artisti più giovani. Commercialmente, l'album fu un successo globale, raggiungendo il primo posto in 17 paesi e ottenendo vendite milionarie. Da questo disco furono estratti singoli come "Frozen" e "Ray of Light", che risuonarono fortemente a livello internazionale. L'album fu anche riconosciuto con quattro Grammy Awards su sei nomination ai 41esimi Annual Grammy Awards. Successivamente, nel 2001, il tour Drowned World Tour servì da piattaforma per presentare queste nuove canzoni.