6 canzoni
Inizio · Album · Art Blakey & The Jazz Messengers · Moanin’
1958
Sull'album
Moanin’, secondo DoReSol
Si dice che Benny Golson abbia scritto la melodia in un taxi, e Blakey l’abbia trasformata in un inno del genere. Along Came Betty, sempre di Golson, ha un’aria più leggera ma altrettanto precisa: gli accordi del piano di Cedar Walton si intrecciano con i soli di Morgan, che sembrano ogni nota una risposta. E poi c’è Blues March, un pezzo che sembra una marcia militare ma con swing: la tromba entra come un grido e la batteria di Blakey non allenta mai la presa.Questo disco non cercava di essere perfetto. Cercava di essere vivo. Lo registrarono in due giorni negli studi Rudy Van Gelder, con attrezzature che oggi sembrerebbero obsolete ma che catturarono quell’energia grezza.
Non ci sono sovraincisioni né ritocchi: ciò che ascolti è ciò che accadde in quel momento. Dopo questo, Blakey e la sua band divennero una fabbrica di talenti: passarono tra le loro file musicisti come Wayne Shorter o Freddie Hubbard, che poi brillarono per conto loro. Moanin’ non è solo un disco di jazz: è il suono di una band che suonava come se non ci fosse un domani.