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London Calling 1979
Album · di The Clash ↗ Vai all'artista

London Calling

Quando The Clash si misero a registrare London Calling, provenivano da un momento particolare. Avevano lasciato il loro manager, Bernard Rhodes, e questo implicò il trasferimento dal loro studio a Camden Town. Il nuovo luogo di prova, nel retro di un garage a Pimlico, fu lo scenario dove, a partire dall'agosto 1979, iniziarono a dare forma a questo doppio album. La band, con Joe Strummer e Mick Jones in testa alla composizione, aveva attraversato un periodo di blocco creativo. Per rompere il ghiaccio, si dedicarono a esplorare e suonare cover di generi come il rockabilly, il rock and roll, il rhythm and blues e il reggae. Queste sessioni private, lontane da sguardi esterni, permisero loro di ritrovare la fiducia e posero le basi per la varietà di stili che avrebbero finito per imprimere nell'album.

Anno
1979
Canzoni
19
Durata
64 min 1 seg
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19 canzoni

Lista delle canzoni

# Titolo Disponibile

Sull'album

London Calling, secondo DoReSol

Il risultato di quel processo fu un suono che si allontanava dal punk rock più puro che li aveva caratterizzati. In London Calling, The Clash si aprì all'esplorazione del reggae, del rockabilly, dello ska, dell'R&B di New Orleans, del pop, del jazz da salotto e dell'hard rock. I testi toccavano temi come lo sradicamento sociale, la disoccupazione, i conflitti razziali, l'uso di droghe e le responsabilità che accompagnano l'età adulta. L'album, uscito nel Regno Unito nel dicembre 1979 e arrivato negli Stati Uniti e in Canada nel gennaio 1980, ebbe una buona accoglienza nelle classifiche, con il brano che dà il titolo all'album che raggiunse la top 20 dei singoli.

L'influenza di questo lavoro è notevole. Si stima che abbia venduto oltre cinque milioni di copie in tutto il mondo ed è stato riconosciuto con il platino negli Stati Uniti. Il suo impatto si riflette nelle classifiche dei migliori album di tutti i tempi; ad esempio, nella lista di Rolling Stone, London Calling si è classificato all'ottavo posto nelle edizioni del 2003 e 2012, e al sedicesimo in quella del 2020. Persino, nel 2010, la Royal Mail del Regno Unito lo ha commemorato in una serie di francobolli dedicati a copertine di dischi classici britannici. La copertina stessa, disegnata da Lowry e fotografata da Pennie Smith, è un omaggio al design del primo album di Elvis Presley.