Al loro posto, convocò Roversi, dando il via a una collaborazione che si sarebbe estesa per quattro anni e tre album. In Il giorno aveva cinque teste, i testi affrontano temi sociali con acutezza. Si parla di emigrazione in Un'auto targata «TO», un brano presentato per il Festival di Sanremo del 1973 ma non ammesso. Vengono toccate anche le difficoltà lavorative in L'operaio Gerolamo, mentre Il coyote offre una favola sull'immaginazione. In La bambina, lo stesso Lucio Dalla regala un notevole assolo di sassofono. L'unico brano in cui Dalla lavora senza il testo di Roversi è Pezzo zero, un pezzo vocalizzato in scat.
La produzione dell'album fu curata da Roberto Formentini, con gli arrangiamenti orchestrali del maestro Ruggero Cini. La copertina, un disegno simbolico che rappresenta l'unione di epoche e generi, non dettagliava i nomi di tutti i musicisti coinvolti, ad eccezione di Toto Torquati alle tastiere. Curiosamente, la canzone La canzone di Orlando fu interpretata dal vivo anni dopo, nel 1979, insieme a Francesco De Gregori durante il tour Banana Republic, e rimase registrata nell'album derivato da quei concerti. Un interessante dettaglio sonoro si trova all'inizio di Un'auto targata «TO», che cita l'introduzione di La storia di Maddalena, una canzone di Ron del 1971, registrata da Sophia Loren per la colonna sonora del film La mortadella.