1 canzone
Inizio · Album · Muddy Waters · Electric Mud
1968
Sull'album
Electric Mud, secondo DoReSol
Due brani mostrano come funzionò — o meno — quell’esperimento. In I'm Your Hoochie Coochie Man, il sassofono di Gene Barge si intreccia con il basso di Louis Satterfield in un groove che oscilla tra il free jazz e il blues elettrico, mentre Waters canta con quella voce che sembra squarciare l’aria. Al contrario, Let's Spend the Night Together — una cover dei Rolling Stones — lo porta nel territorio del soul gospel, con echi di Cream nella batteria e chitarre che suonano come un inno. Ma non tutto fu armonia: Buddy Guy avrebbe ricordato in seguito che Waters non si identificava con quel suono, come se gli mancasse il sudore dei suoi concerti dal vivo.
L’album raggiunse la posizione 127 nella Billboard 200, un risultato modesto ma sufficiente perché la Chess Records, l’etichetta della famiglia Chess, producesse altri progetti simili. Waters lo ammise senza giri di parole: preferiva il blues senza fronzoli, quello che suonava nei bar dove la gente ballava senza bisogno di pedali o sintetizzatori. Eppure Electric Mud rimase come un documento audace, un ponte tra due mondi che raramente si incontravano.
Discografia