Inizio · Album · Area · Arbeit macht frei

Arbeit macht frei 1973
Album · di Area ↗ Vai all'artista

Arbeit macht frei

Ascoltando Arbeit macht frei, ci si imbatte in un suono che rompe gli schemi fin dal primo momento. Questo disco d'esordio degli Area, pubblicato nel 1973, si immerge in un audace mix di free jazz, rock progressivo con sfumature sperimentali e risonanze del folk mediterraneo e mediorientale. La proposta musicale è così intensa che è stata etichettata come "musica radicale", non solo per le sue audaci scelte sonore ma anche per la forza dei suoi messaggi. I testi affrontano temi di sostegno alla Palestina e altre questioni sociali, posizionando la band come una voce importante nell'ambiente di sinistra dell'epoca. Il titolo stesso, Arbeit macht frei – "il lavoro libera" – è un riferimento diretto all'iscrizione dei campi di concentramento nazisti, una provocazione che punta agli eventi politici del momento e una critica alla società moderna e al capitalismo, un sentimento che si fa molto presente nella title track dell'album e in Consapevolezza.

Anno
1973
Canzoni
6
Durata
36 min 51 seg
Ascolta l'album

Sull'album

Arbeit macht frei, secondo DoReSol

All'interno di quest'opera, Luglio, Agosto, Settembre (nero) divenne il primo grande successo degli Area e il brano più riconoscibile. Sebbene si dica che si basi su melodie tradizionali greche come "Gerakina", la sua vera ispirazione proviene da "Bulgarian Bulge" di Don Ellis. Il testo di questa canzone è una dichiarazione incisiva sulla situazione in Medio Oriente. Curiosamente, in molte edizioni del singolo da 7 pollici, la parola "nero", un'allusione al conflitto di Settembre Nero in Giordania e a un'organizzazione palestinese, fu censurata, limitandone la diffusione radiofonica. Questo brano fu pubblicato in formato jukebox insieme a Miña, un pezzo della band italiana Aktuala. Un altro brano di spicco è L'Abbattimento dello Zeppelin. Secondo Demetrio Stratos, l'idea nacque quando, suonando in un pub, gli fu chiesto di eseguire "Whole Lotta Love" dei Led Zeppelin. Non conoscendola, improvvisarono ciò che sarebbe diventata questa canzone, cosa che costò loro il lavoro. Il chitarrista Paolo Tofani cita persino il riff principale dei Led Zeppelin durante il suo assolo. È il brano più sperimentale del disco, con forti influenze del free jazz e l'intenzione di smantellare le strutture musicali convenzionali.

La registrazione di Arbeit macht frei vide la partecipazione di Demetrio Stratos alla voce, Patrick Djivas al basso – che in seguito si sarebbe unito ai Premiata Forneria Marconi – e il sassofonista Eddie Busnello, entrambi lasciarono la band dopo questa pubblicazione. I testi furono scritti da Gianni Sassi, sotto lo pseudonimo "Frankenstein", mentre la musica fu composta da Demetrio Stratos, Giulio Capiozzo e Patrick Djivas, con la collaborazione di Patrizio Fariselli in Consapevolezza. Un dettaglio particolare è che tutti i brani furono registrati presso la Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE) a nome di Terzo Fariselli, padre di Patrizio, poiché nessuno dei membri del gruppo apparteneva a tale ente. Nel 2012, questo album fu riconosciuto piazzandosi al nono posto nella lista di Rolling Stone dei 100 migliori album italiani di tutti i tempi.

Discografia

Altri di Area

Vedi tutto →