La storia dietro
Was It All Worth It, secondo DoReSol
Questa canzone dei Queen sembra un viaggio nel tempo. Registrata nel 1988, quando la band era già sul palco da quasi due decenni, Was It All Worth It recupera quel suono denso e curato che li caratterizzò negli anni '70, con stratificazioni di chitarre, voci e percussioni che si intrecciano come nei loro album più ambiziosi. Non è un brano semplice: dura quasi sei minuti e richiede attenzione, ma proprio lì sta la sua forza. Freddie Mercury la scrisse pensando al passato, agli anni di gloria, eppure suona come una chiusura, come se sapesse che qualcosa di grande si avvicinava. Roger Taylor contribuì con il verso *"we love you madly!"*, una frase che, secondo lui, nacque dall'improvvisare rime in studio, e il brano include timpani e gong, strumenti non comuni nel loro repertorio ma che qui gli conferiscono un tono solenne. John Deacon la citò anni dopo come la sua preferita dell'album The Miracle, e non è difficile capirne il motivo: è una di quelle canzoni che non si esauriscono al primo ascolto.
La registrarono a Londra nell'arco di quasi un anno, tra gennaio 1988 e l'inizio del 1989, in un periodo complicato per la band. Mercury già affrontava problemi di salute e Brian May attraversava difficoltà personali, ma in studio si concentrarono a creare qualcosa che suonasse fresco, pur con radici nel loro sound classico. Il risultato fu un disco che, nonostante le circostanze, raggiunse la prima posizione in diversi paesi europei e rimase nelle classifiche statunitensi. The Miracle non fu solo un altro album: fu l'ultimo in cui i quattro membri apparvero insieme sulla copertina, un dettaglio che oggi assume un altro significato. La canzone, con la sua struttura epica e il testo che sembra mettere in discussione il percorso fatto, finisce per essere un riflesso di quei giorni: intensa, riflessiva e, soprattutto, onesta.
Dall'album
The Miracle
Queen · 1989 · Track 10
Dati