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La storia dietro
Two Hound Dogs, secondo DoReSol
Quel brano inizia con un ritmo che non ti lascia respirare: un handclapper che colpisce dal primo accordo e non si ferma finché il pezzo non finisce. Registrato nel 1955 agli studi Pythian Temple di New York City, sotto la produzione di Milt Gabler, il brano suona come un treno deragliato: il basso e la batteria si intrecciano in un ritmo che non allenta mai, mentre la chitarra e il piano si alternano per mantenere il fuoco. Non è un caso che la Cash Box l’abbia scelta come "disco della settimana" nel luglio di quell’anno, descrivendolo come un brano che "non può fallire" e che "farà suonare le casse registratrici senza sosta". L’amo sta nella ripetizione ossessiva del titolo —"Two Hound Dogs"— che si pianta in testa come un battito, rafforzato dal gioco di parole con i nomi dei cani: Rhythm e Blues, un cenno giocoso che risuonava con il pubblico dell’epoca.
Il brano nacque come lato B di Razzle Dazzle, un pezzo che raggiunse la posizione 15 nella Billboard, ma oggi è eclissato dal suo rovescio. Il singolo fu pubblicato il 25 giugno 1955 sotto l’etichetta Decca Records, con numero di catalogo 29552, e sebbene Two Hound Dogs abbia raggiunto solo la posizione 31 nella Cash Box —in una settimana di tre in classifica—, la sua energia era così contagiosa che già la pubblicità sulla Billboard dell’11 giugno lo presentava con uno slogan accattivante: "Ecco che arrivano. Due cani da caccia. I loro nomi? Chiedetelo a Bill Haley." La registrazione non solo finì nell’album Rock Around the Clock di quell’anno, ma si insinuò in numerose compilation successive, dal Golden Hits del 1972 al From the Original Master Tapes del 1985, dimostrando che il suo slancio non si è spento con il tempo. Persino artisti come Van Morrison l’hanno recuperata nel 2023 per il suo album Accentuate the Positive, includendola tra i suoi brani preferiti del rock and roll classico.
Dall'album
Rock Around the Clock
Bill Haley and His Comets · 1956 · Track 6
Dati