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La storia dietro
This Is the New Year, secondo DoReSol
La prima volta che ho ascoltato This Is the New Year, ho avuto la sensazione che non fosse solo una canzone di apertura, ma un rituale. Il duo A Great Big World — Ian Axel e Chad King — l’hanno registrata tra il 2011 e il 2013, eppure il brano ha quell’urgenza di qualcosa che c’era già, in attesa di essere nominato. Non sembra un prodotto di studio levigato, ma piuttosto un momento in cui la melodia e il testo si incastrano senza filtri. Il basso e il piano si muovono in un ritmo che non sta mai fermo, come se il beat stesso stesse celebrando il cambio di pagina. C’è qualcosa in quel loop che ti trascina: non è un ritornello che colpisce una volta e scompare, ma un’idea che si ripete con piccole variazioni, come un promemoria che il nuovo non arriva sempre tutto in una volta.
Il brano è nato nel contesto del loro album di debutto Is There Anybody Out There?, pubblicato nel gennaio 2014, ma il suo seme era nell’aria molto prima. Axel e King si sono conosciuti alla New York University, dove studiavano business musicale, e invece di seguire strade separate, hanno deciso di scrivere insieme. La canzone è diventata così il riflesso di quella fase: qualcosa che inizia con timidezza ma acquista forza a ogni ripetizione. Nel 2013, la versione di Glee l’ha portata nella Billboard Mainstream Top 40, e sebbene non sia stato il loro successo più grande — quello è stato Say Something con Christina Aguilera — This Is the New Year è diventato un inno per chi cerca di iniziare qualcosa senza paura di sbagliare. La durata esatta è di 3:14, ma in quei minuti c’è tutta l’energia di un anno che si reinventa.
Dall'album
Is There Anybody Out There?
A Great Big World · 2014 · Track 10
Dati