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La storia dietro

Thirteen Women, secondo DoReSol

La prima volta che ho sentito Thirteen Women, il basso e la batteria si sono intrecciati in un ritmo che non si fermava, come se il tempo stesso avesse accelerato. Non è una canzone che chiede permesso: irrompe con un colpo secco e un fraseggio che salta tra note gravi e acute, come se Haley e i suoi Comets avessero trovato il modo di trasformare un tema di fantascienza in qualcosa di ballabile. Il ritornello, con quel "thirteen women" ripetuto in un tono quasi ipnotico, suona come un avvertimento e una promessa allo stesso tempo, come se il futuro fosse già scritto in quelle tredici donne citate nel testo. Non è solo un brano di rock and roll iniziale; è una composizione che gioca con la tensione tra il misterioso e il ritmico, come se l’apocalisse e la danza potessero accadere nello stesso momento.

Fu registrata nel 1955, proprio quando il rock and roll iniziava a scuotere le radio degli Stati Uniti, e uscì come parte di un album che, per la prima volta, riuscì a entrare nelle classifiche della Billboard. Rock Around the Clock non era un disco qualsiasi: era una compilation di singoli precedenti, ma con una svolta. Mentre gli album precedenti usavano dischi da dieci pollici, questo fu uno dei primi a misurare dodici pollici, il che gli diede spazio per includere quattro nuove canzoni, tra cui Thirteen Women. Il suono grezzo, senza filtri di studio, cattura quell’energia da garage dove tutto sembrava possibile, anche quando il mondo non era ancora pronto per il cambiamento che stava arrivando.

Dall'album

Rock Around the Clock

Rock Around the Clock

Bill Haley and His Comets · 1956 · Track 4

Dati

AlbumRock Around the Clock
Anno1956