Inizio · Canzoni · Bob Dylan · The Times They Are A-Changin'

Blowin' in the Wind

di Bob Dylan · Album Blowin' in the Wind

The Times They Are A-Changin'

Tonalità G Tempo 171 bpm Metro 3/4 Durata 3:19
Capotasto 0
Tonalità G
Vel.
◫ Modalità Cinema

Dall'album

Blowin' in the Wind

Blowin' in the Wind

Bob Dylan · 2022 · Track 7

Dati

TonalidadG
Compás3/4
Tempo171 BPM
Duración3:17
ÁlbumBlowin' in the Wind
Año2022
ISRCUSSM10007452

La storia dietro

Questa canzone, The Times They Are A-Changin', nacque da un'intenzione molto chiara: essere un inno per i tempi che correvano. Bob Dylan la concepì come un riflesso dei cambiamenti sociali e culturali che si stavano preparando, ispirandosi alla struttura e allo spirito delle antiche ballate irlandesi e scozzesi. Fu registrata nei Columbia Studios di New York, in sessioni che ebbero luogo il 23 e 24 ottobre 1963. Di quelle registrazioni, quella del secondo giorno fu quella che alla fine venne inclusa come pezzo centrale dell'album che porta il suo stesso nome. Il titolo, con quella "a-" all'inizio, rimanda a una forma arcaica di intensificazione, simile a come veniva usata nelle canzoni britanniche di secoli precedenti. Il testo, scritto con versi brevi e incisivi che si accumulano in modo quasi ipnotico, cercava di catturare il sentire di un'epoca in cui il movimento per i diritti civili e la musica folk camminavano di pari passo.

Il processo di scrittura di The Times They Are A-Changin' si colloca tra settembre e ottobre 1963. Prima della versione definitiva, Dylan registrò una demo per la casa editrice Witmark, una registrazione che più tardi vide la luce nella serie The Bootleg Series Volumes 1–3 (Rare & Unreleased) 1961–1991. La canzone fu lanciata come singolo nel Regno Unito nel 1965, raggiungendo il nono posto nelle classifiche, sebbene non ebbe lo stesso percorso negli Stati Uniti. È diventata uno dei brani più interpretati dallo stesso Dylan, con 633 esibizioni tra il 1963 e il 2009. Il suo messaggio universale è stato oggetto di analisi da parte di critici, che ne sottolineano la capacità di trascendere il momento specifico della sua creazione. È stata persino segnalata la sua connessione con passaggi biblici, come quelli del Book of Ecclesiastes, adattati precedentemente da Pete Seeger.
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