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La storia dietro
Sunglasses at Nite, secondo DoReSol
Sunglasses at Nite suona come un tramonto in Giamaica con gli occhiali da sole alle tre del mattino. Il brano non è solo un altro pezzo di reggae: ha un groove che si attacca alla pelle e non molla. La batteria imposta un ritmo che sembra muoversi in cerchio, ma con un dettaglio che lo rende unico: non è il classico tempo in quattro battute. Il basso e la chitarra si intrecciano in una melodia che suona fresca, come se fosse stata registrata in uno studio piccolo dove l’aria sapeva di sale e di erba appena tagliata.
Il brano nacque nell’album Bad to the Bone, pubblicato dagli Inner Circle nel 1992. Ma non finì lì: un anno dopo, il disco fu ristampato negli Stati Uniti con il titolo Bad Boys, e quella versione divenne quella più ascoltata. Il cambiamento non fu solo nel nome: includeva brani che non c’erano nell’edizione internazionale, come Make U Sweat o Shock Out (Hawaiian Style). Tra quei pezzi apparve Sunglasses at Nite, con i suoi 3 minuti e 42 secondi di durata, registrata da Bernard “Touter” Harvey, Ian Lewis e Roger Lewis come arrangiatori e produttori. Il dettaglio tecnico che spicca di più è come il brano si regga su un ritmo che non è esattamente quello solito, qualcosa che gli dà quell’aria di improvvisazione controllata. E sebbene il disco abbia poi vinto un Grammy Award for Best Reggae Album nella sua versione statunitense, il brano in sé non fu un singolo principale, ma parte di un pacchetto che alla fine vendette oltre un milione di copie.
Dall'album
Bad to the Bone
Inner Circle · 1992 · Track 14
Dati