La storia dietro
Quando gli Alphaville si proposero di pubblicare il loro secondo singolo, avevano già in mente Forever Young, seguendo le orme di Big in Japan. Tuttavia, dallo studio di registrazione emerse l'idea di interpor un altro brano tra le due uscite. Fu così che Sounds Like a Melody prese forma, scritta e arrangiata in un lasso di tempo di appena due giorni. Per Marian Gold, l'esperienza ebbe un sapore agrodolce, sentendo che certi ideali venivano traditi in nome della commercializzazione, sebbene si aprissero anche porte a nuove esplorazioni nel mondo del pop. Questa pressione, infatti, portò la band ad avere un rapporto distante con la canzone, rifiutandosi di eseguirla dal vivo per oltre un decennio.
Il brano, pubblicato il 14 maggio 1984, divenne un successo clamoroso in gran parte d'Europa e del Sudafrica, raggiungendo i primi dieci posti nelle classifiche. In Italia e in Svezia, scalò fino alla vetta, e in Germania ottenne una certificazione d'oro. Ciò che distingue Sounds Like a Melody, al di là della sua consueta struttura pop, risiede in una melodia strumentale di sintetizzatore di otto battute che appare all'inizio, svanisce dopo la sequenza strofa-ritornello e ritorna in modo prominente a chiudere il brano, estendendosi per quasi un minuto. La composizione di questo pezzo è attribuita a Marian Gold, Bernhard Lloyd e Frank Mertens, che formarono gli Alphaville dopo esperienze precedenti in progetti come Nelson Community e Chinchilla Green. L'album che lo contiene, Forever Young, debuttò nel settembre 1984 e fu supportato da diversi singoli, tra cui questo e Big in Japan, che sorprese la band e l'etichetta per il suo successo prima del completamento del disco.