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La storia dietro
Si no se pudo, pues no se pudo, secondo DoReSol
Il brano Si no se pudo, pues no se pudo degli Aterciopelados ha un ritmo che oscilla tra il giocoso e il provocatorio, con un tocco che sembra sfuggire ai modelli tradizionali del rock in spagnolo. La melodia principale si regge su una base ritmica che ripete uno schema breve ma incisivo, quasi come un omaggio a quel momento in cui la musica diventa più fisica che cerebrale. Non è una canzone che chiede permesso: si impone e avanza con una sicurezza che non ha bisogno di abbellimenti, solo il peso delle sue stesse note.
Registrato a Bogotá in tre settimane presso lo studio Audiovisión, questo pezzo fa parte del secondo album della band, El Dorado, pubblicato nell'ottobre del 1995. Il processo di registrazione è stato diretto: senza eccessivi ritocchi, dando priorità all'energia dal vivo rispetto alla perfezione tecnica. Federico López ha curato la produzione, e sebbene l'album non mirasse a suonare in un modo particolare, ha finito per definire un suono che ha risuonato ben oltre la Colombia. Nel 2006, la rivista Al Borde l'ha inserito nella sua lista dei 250 Most Important Albums of Iberoamerican Rock, al 9º posto, e Rolling Stone Colombia l'ha segnalato tra i brani più rappresentativi del gruppo. Con una durata esatta di quattro minuti e quattro secondi, la canzone rimane impressa non per la sua lunghezza, ma per come quel ritmo insistente si fissa nella mente senza preavviso.
Dall'album
El Dorado
Aterciopelados · 1995 · Track 13
Dati
Crediti
Musica Héctor Buitrago