La storia dietro
Florecita rockera, secondo DoReSol
La prima volta che ho ascoltato Florecita rockera, ho avuto la sensazione che ci fosse qualcosa di più di una semplice canzone rock. Non è solo il ritmo che ti cattura fin dai primi secondi, né tantomeno il testo che gioca con immagini quotidiane di Bogotá mischiate a un’aria ribelle. Ciò che davvero distingue questo brano è quell’equilibrio tra il crudo e il poetico, come se la band avesse catturato nello studio della Audiovisión quel momento esatto in cui la città batte forte e la chitarra suona proprio dove deve. In appena due minuti e cinquantanove secondi, il pezzo trasmette un’energia che non si dissolve con il tempo, qualcosa che pochi singoli di metà anni Novanta sono riusciti a mantenere nella memoria collettiva.
Registrato a Bogotá nell’ottobre del 1995 come parte dell’album El Dorado, il brano raggiunse la posizione 56 nella Billboard Hot Latin Tracks nello stesso anno e vi rimase per due settimane. Non fu un successo di massa, ma un successo che risuonò abbastanza da spingere, più di vent’anni dopo, il gruppo a realizzarne una nuova versione con Goyo dei ChobQuibTown e Andrea dei Monsieur Periné, mantenendo intatta quell’essenza che lo rende ancora fresco. L’album, prodotto da Federico López e pubblicato dalla Sony, finì per essere un punto di svolta per gli Aterciopelados, portandoli a un riconoscimento che andò oltre i confini della Colombia e collocandoli in liste come quella di Al Borde, dove El Dorado figura tra i 250 album più importanti del rock ispanoamericano secondo l’edizione del 2006.
Dall'album
El Dorado
Aterciopelados · 1995 · Track 1
Dati