La storia dietro
Rainy Day Woman 12 & 35, secondo DoReSol
Rainy Day Woman 12 & 35 inizia con un suono che non chiede permesso: armonica rauca, chitarra elettrica con la giusta dose di distorsione e una batteria che colpisce come se il tempo stesso fosse bagnato. Non è la ballata folk che lo rese famoso negli anni Sessanta, né il rock psichedelico di Highway 61 Revisited. Qui Dylan suona come se avesse preso in prestito l’aria sporca di un bar di periferia alle tre del mattino, con un ritornello che si ripete come un mantra ubriaco: "Everybody must get stoned." La canzone non racconta una storia lineare, ma fluttua tra immagini di pioggia, whiskey e un’ubriachezza che sembra più filosofica che chimica.
Registrata a Nashville durante le sessioni di Blonde on Blonde—quel disco che mescolò rock, country e blues fino a creare qualcosa che ancora oggi suona come futuro—Dylan arrivò in studio con i testi già scritti. Ma l’atmosfera della città, piena di musicisti di sessione che suonavano fino all’alba, finì per plasmare il suono. L’armonica, lo strumento che lo ha sempre accompagnato, qui sembra gridare da una pozzanghera. Non ci sono arrangiamenti levigati: il basso e la batteria sembrano più un trio di ubriachi che una band professionista, e la produzione, pur pulita, lascia spazio a ogni strumento per respirare senza dover tossire. Il risultato è una canzone che non si ascolta, si sente: come un sorso forte o un giorno di pioggia che non finisce.
Dall'album
Blowin' in the Wind
Bob Dylan · 2022 · Track 10
Dati
Crediti
Testo Bob Dylan
Musica Bob Dylan