Inizio · Canzoni · Linkin Park · Plaster

Hybrid Theory

di Linkin Park · Album Hybrid Theory

Plaster

Durata 2:42

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Dall'album

Hybrid Theory

Hybrid Theory

Linkin Park · 2000 · Track 4

Dati

Duración2:56
ÁlbumHybrid Theory
Año2000
ISRCUSWB12206239

La storia dietro

Il brano Plaster nacque come una bozza di ciò che sarebbe poi diventato One Step Closer, ma nel processo si trasformò nell’urlo che definì il suono dei Linkin Park. Non era solo un altro pezzo nelle sessioni di Hybrid Theory: era l’esplosione di frustrazione di Chester Bennington trasformata in riff taglienti e un ponte che si conclude con un urlo straziante. Il testo, che inizialmente portava quel titolo provvisorio, rifletteva la tensione con il produttore Don Gilmore, il quale esigeva continui aggiustamenti per perfezionare ogni dettaglio prima di mandarlo in onda. Quella tensione creativa plasmò una delle canzoni più riconoscibili del rock moderno, dove la rabbia si mescola a un ritmo inarrestabile.

Registrato nello studio NRG di Los Angeles nel 2000, Plaster (poi ribattezzato) divenne il primo singolo di Hybrid Theory, un album che non cercava di suonare come nessun altro. Il video, diretto da Gregory Dark e girato a diciannove metri sottoterra nella dismessa metropolitana di Hollywood Subway, accentuò la sua atmosfera oscura: adolescenti seguono un uomo incappucciato fino a una stanza dove la band suona tra monaci che eseguono movimenti di arti marziali. Il momento clou arriva quando Bennington canta il ponte a testa in giù, mentre il caos visivo raggiunge il suo apice. Nel 2018, la rivista Metal Hammer lo inserì tra i tredici migliori video di nu metal, e sia Billboard che Kerrang lo posizionarono come la quarta miglior canzone della band. Con una durata di due minuti e trentacinque secondi, One Step Closer non solo infranse record nelle radio, ma dimostrò che a volte il malcontento può essere il miglior motore creativo.