La storia dietro
Perdedor, secondo DoReSol
“Perdedor” non sembra nulla che Lali avesse registrato prima. Il brano parte con un riff di chitarra che si ripete in un ritmo tagliente, quasi sfidante, e già dal primo accordo è chiaro che non sta cercando la brillantezza levigata dei suoi pezzi pop. La voce di Lali oscilla tra un sussurro e un grido trattenuto, come se ogni parola richiedesse uno sforzo diverso, mentre il basso disegna linee che si intrecciano con la batteria in un ritmo che rifiuta di seguire il tradizionale quattro quarti. C’è qualcosa di garage in quel suono: la giusta dose di distorsione, percussioni secche e la sensazione che tutto sia stato registrato in un’unica take, senza ritocchi per ammorbidire i contorni.
Il testo gioca con l’idea di perdere come qualcosa di inevitabile, ma non dal punto di vista della vittima—è presentato come un atto di resistenza. Il brano è incluso nell’album No vayas a atender cuando el demonio llama, pubblicato alla fine di aprile 2025, e sebbene il disco esplori diversi stili, “Perdedor” è una delle poche canzoni in cui il rock grezzo prende il controllo senza concessioni. Nella versione finale dura tre minuti e quarantuno secondi, ma dal vivo spesso si allunga: Lali tende a improvvisare tra i versi, lasciando che la band esplori i silenzi tesi che seguono il ritornello. La produzione è firmata da Mauro De Tommaso e Don Barreto, che avevano già lavorato con lei nel suo album del 2023, ma qui il suono appare più crudo, come se avessero spinto al massimo gli amplificatori e registrato senza eliminare le imperfezioni.
Dall'album
No vayas a atender cuando el demonio llama
Lali · 2025 · Track 12
Dati