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Dall'album
Gracias a la vida
Joan Baez · 1974
Dati
La storia dietro
Questa versione di “Paso río” (I Pass a River) non è un brano qualsiasi: è uno di quegli istanti che rimangono impressi nella memoria. Joan Báez l’ha registrata in 56 secondi, ma in quel lasso di tempo si condensano decenni di storia. La voce di Báez, pulita e senza fronzoli, scorre su una melodia che sembra provenire da qualche angolo dimenticato dell’America Latina. Non c’è una produzione eccessiva né arrangiamenti che distraggano; solo l’essenza di una canzone che, ascoltandola, ti fa sentire il peso di ciò che racconta.
L’album *Gracias a la vida* uscì nel 1974, ma la sua origine è precedente. Báez lo registrò in risposta a un momento buio: il colpo di Stato che rovesciò Salvador Allende in Cile e lasciò il Paese sotto il regime di Augusto Pinochet. Già da anni denunciava l’ingerenza del proprio governo nella regione, e questo album fu il suo modo di far sentire la propria voce. Tra le canzoni, ha incluso composizioni di Víctor Jara — assassinato dopo il colpo di Stato — e di Violeta Parra, due figure che, con i loro testi, sono diventate simboli di resistenza. «Paso río» è uno di quei brani che non ha bisogno di altro che della propria verità per commuovere.