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La storia dietro
nunca quise, secondo DoReSol
Intoxicados l’hanno registrata in tre studi diversi durante l’inverno del 2005, ma il suono che hanno ottenuto non sembra quello di una produzione frammentata. Tra il Matadero Records, gli Estudios Apátrida e la Intoxisala, il gruppo ha creato un’atmosfera calda e organica che si percepisce in ogni nota. Il brano nunca quise spicca perché non segue il ritmo accelerato delle altre tracce dell’album: qui il basso e la batteria si muovono a un tempo più lento, come se la canzone avesse bisogno di spazio per parlare senza fretta. Il dettaglio sta nel modo in cui la chitarra si intreccia con la voce di Pity Álvarez, creando una tensione che si scioglie solo alla fine, quando tutto si interrompe di colpo. Non è il brano più rumoroso del disco, ma è quello che rimane più impresso dopo un solo ascolto.
Il testo è stato scritto da Pity Álvarez in qualche momento di quelle stesse sessioni di registrazione, secondo chi c’era. Il brano è nato come risposta a qualcosa che lui stesso aveva vissuto, ma il titolo —nunca quise— suona più come una confessione che come un rimprovero. L’album Otro día en el planeta Tierra è uscito nello stesso anno e, sebbene nunca quise non fosse il primo singolo, alla fine è stato quello con più passaggi radiofonici. Il dato curioso è che Fuiste lo mejor, registrata quattro anni prima in un altro studio, è rimasta come traccia bonus nelle edizioni successive. Mentre gli altri brani dell’album hanno quel tono ribelle e diretto, nunca quise funziona come un respiro: non chiede nulla, lascia semplicemente che la musica parli da sola.
Dall'album
Otro día en el planeta Tierra
Intoxicados
Dati