Accordi in preparazione
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La storia dietro
No Evil, secondo DoReSol
La prima volta che ho ascoltato No Evil, sono rimasto affascinato da quel ritmo che sembra fuggire da un’estate sulla costa ovest del Canada. Non è il reggae-pop più veloce dei Magic!, ma ha un’aria fresca, come se la band avesse mescolato il suono dei loro concerti dal vivo con un tocco di brezza marina. L’hook non sta nei cori esplosivi né nei cambi bruschi di tempo, ma in quella linea ripetuta che si insinua tra i versi e ti fa fischiettare senza accorgertene. Sembra una canzone che non ha bisogno di molto per brillare: un basso che strascica, una batteria che segna il tempo con precisione e chitarre che suonano come un sollievo dopo una lunga giornata.
Il brano è nato nello stesso periodo in cui i Magic! stavano preparando il loro album di debutto, proprio quando Rude aveva già spalancato loro le porte di Australia e Nuova Zelanda. La band ha registrato diverse tracce in quel ciclo, ma No Evil spicca perché cattura quella fase di esplorazione: non cercavano di suonare come nessun altro in particolare, ma semplicemente come loro stessi in quel momento. Il brano è finito nello stesso disco di Cut Me Deep, il singolo che Shakira ha portato nell’album Shakira. Non è un caso che condividano lo stesso spazio: entrambi i brani respirano la stessa energia spensierata, anche se No Evil rimane in un registro più intimo, come se fosse il lato B che nessuno si aspettava, ma tutti finiscono per fischiettare.
Dall'album
Don’t Kill the Magic
MAGIC! · 2014 · Track 2
Dati