La storia dietro
Quando ti immergi in *Mi ritorni in mente*, ti imbatti in un brano che gioca con le sensazioni lasciate da una relazione che non c'è più. La struttura stessa della canzone sembra riflettere quel tira e molla: una parte che evoca la dolcezza dei ricordi, quasi come un sogno, dove la persona amata appare idealizzata, e un'altra sezione che irrompe con la crudezza della realtà, riportando alla memoria il momento esatto in cui tutto è finito. È quella dualità, quella tensione tra ciò che è stato e ciò che non è più, che le conferisce tanta forza. Mogol, il paroliere, riesce a dipingere immagini molto potenti, come quella di un "angelo caduto in volo", per riassumere quel misto di idealizzazione e dolore.
La musica di *Mi ritorni in mente* ha una storia interessante alle spalle. In realtà, la sua origine risale al 1965, quando Lucio Battisti compose una melodia iniziale chiamata *Non chiederò la carità*, con testo di Roberto Matano. Di quell'epoca si conserva una registrazione casalinga in cui Battisti la interpreta solo con voce e chitarra. Quattro anni dopo, nel 1969, Battisti riprese quella base melodica e la trasformò, dando vita a *Mi ritorni in mente* con un nuovo testo scritto da Mogol. La canzone divenne un successo, raggiungendo il primo posto delle classifiche italiane nel gennaio 1970. Il suo impatto fu tale che oggi è considerata una delle 200 composizioni più importanti della storia musicale d'Italia, secondo la rivista Rolling Stone.