La storia dietro
Mais Uma Canção, secondo DoReSol
Questa canzone non si ferma a ciò che dice, ma a come lo dice. Mais Uma Canção suona come un sfogo che diventa riff, come una frase che si ripete fino a diventare ossessione. Il brano parte con un ritmo pulito, quasi minimalista, ma al minuto uno c'è già quella svolta melodica che sembra sfuggire alla struttura, come se la band avesse deciso di far respirare la canzone invece di incanalarla in uno schema. Non è un brano che si ascolta tutto d'un fiato: ci si ferma su quel dettaglio che si ripete, su come il basso e la chitarra dialogano senza sovrapporsi, come se ogni nota avesse il suo spazio per respirare.
La registrarono a Rio de Janeiro durante le sessioni di Bloco Do Eu Sozinho, un disco uscito nel 2001 che li portò a essere nominati ai Latin Grammy nella categoria miglior album rock o musica alternativa in portoghese. Non cercavano di suonare come qualcosa di specifico, ma come qualcosa che già esisteva nell'underground carioca di fine anni '90, quando band come Acabou La Tequila o Carne de Segunda mescolavano rock e ritmi brasiliani senza etichette. Il risultato è una canzone che non chiede attenzione, ma che rimane impressa: quattro minuti e dodici secondi di qualcosa che sembra una confessione fatta con le chitarre.
Dall'album
Bloco Do Eu Sozinho
Los Hermanos · 2001 · Track 10
Dati