La storia dietro
La canzone *Los amantes del círculo polar* dei La Oreja de Van Gogh si presenta come una chiusura enigmatica all'interno del loro secondo album, *El viaje de Copperpot*. Ciò che la rende speciale è il modo in cui si intreccia con la traccia precedente, *Tantas cosas que contar*. I primi accordi di questo brano sembrano continuare il ritmo che il precedente lascia sospeso, creando un'atmosfera sonora che unisce entrambe le canzoni in modo quasi impercettibile. Questa tecnica di connessione tra i brani non fu un caso isolato; il gruppo l'aveva già impiegata in altri dischi, come in *A las cinco en el Astoria* o *Guapa*, dimostrando un modo particolare di concepire l'ascolto dei loro lavori come un tutt'uno.
L'ispirazione per *Los amantes del círculo polar* proviene direttamente dal cinema. Il testo, scritto da Pablo Benegas, che inoltre lo considera il suo film preferito, rende omaggio all'omonimo film del 1998, diretto da Julio Médem. Entrambe le opere condividono una tematica simile: la complessità di una relazione di coppia che, nonostante aver condiviso anni insieme, non riesce a raggiungere un lieto fine. Nonostante la sua ricchezza concettuale e sonora, questa canzone non ebbe un'ampia diffusione come singolo promozionale dell'album. Il finale del brano si distingue per l'uso di un sintetizzatore Moog modello Multimoog, manipolato da Xabi San Martín attraverso filtri ed effetti, apportando uno strato sonoro distintivo e avvolgente. L'album *El viaje de Copperpot*, pubblicato nel 2000, divenne il più di successo del gruppo, esplorando un suono più vicino al power pop, sebbene senza abbandonare del tutto le radici del Donosti Sound.