La storia dietro
Quando George Harrison scrisse Long, Long, Long, si trovava in un momento di profonda connessione con il suo strumento, la chitarra, dopo un periodo dedicato allo studio del sitar. Il brano, che fa parte dell'album del 1968 noto come The Beatles o The White Album, nacque durante il soggiorno del gruppo a Rishikesh, in India, all'inizio di quell'anno. Harrison stesso spiegò che il testo, sebbene potesse essere interpretato come una convenzionale canzone d'amore, era rivolto a Dio. Questa dualità è un tratto distintivo delle sue composizioni, che fondono il personale con lo spirituale. La struttura degli accordi fu ispirata da Sad Eyed Lady of the Lowlands di Bob Dylan, e l'arrangiamento generale evoca l'atmosfera dell'album Music from Big Pink di The Band.
La registrazione di Long, Long, Long ebbe luogo negli studi EMI di Londra verso la fine delle sessioni del White Album, un periodo segnato da tensioni interne tra i membri. La canzone, con il suo carattere meditativo e ambientale, si conclude con un passaggio nato in modo improvvisato: il suono di una bottiglia di vino che vibra su un altoparlante nello studio. Questo dettaglio, insieme all'intervento di Paul McCartney all'organo Hammond e a un rapido rullo di batteria di Ringo Starr, crea un finale inaspettato e distintivo. L'ingegnere di registrazione fu Ken Scott e il produttore, George Martin.