La storia dietro
La princesa y el soldado, secondo DoReSol
C'è qualcosa in La princesa y el soldado che sembra una storia raccontata dal ritmo, non dalle parole. Non è solo l'accento di Carlos Vives né il rock che le dà corpo, ma come quel battito diventi il filo che unisce due mondi: quello che canta e quello che ascolta. La canzone procede come un dialogo in cui ogni nota sembra rispondere a un gesto, come se il rock che pulsa sullo sfondo fosse la voce del soldato e la melodia, quella della principessa. Non è un brano che si limita a suonare: vive nell'aria tra il pubblico e il palco, come se ogni ascoltatore completasse con la propria versione ciò che il Carlos Vives di El rock de mi pueblo ha lasciato aperto.
Registrata nel 2004, La princesa y el soldado è nata in quel momento in cui il Carlos Vives più sperimentale si mescolava al popolare senza perdere la propria essenza. L'album El rock de mi pueblo —che in spagnolo suona come Mi pueblo— non cercava di sembrare uno studio levigato, ma il The Rock che pulsa nelle strade. Quest'intenzione si nota nella durata del brano: quattro minuti e quarantacinque secondi che non sembrano un limite, ma uno spazio in cui la musica respira. Non ci sono artifici nella sua struttura, solo l'urgenza di raccontare qualcosa che era già lì, in attesa di essere detto.
Dall'album
El rock de mi pueblo
Carlos Vives · 2004 · Track 9
Dati