La storia dietro
L'operaio Gerolamo, secondo DoReSol
In Il giorno aveva cinque teste, Lucio Dalla compì una svolta importante nella sua carriera, segnando l’inizio di una collaborazione creativa con il poeta Roberto Roversi. Questo album, insieme a produzioni successive come Anidride solforosa e Automobili, è considerato un punto di svolta sia per la sua carriera che per la canzone in lingua italiana. Nel 1973, Dalla decise di cambiare direzione nella scrittura dei suoi testi, lasciando alle spalle Sergio Bardotti e Gianfranco Baldazzi, che erano stati suoi collaboratori abituali. Al loro posto, si rivolse al poeta di Bologna, Roberto Roversi, per una collaborazione che si sarebbe protratta per quattro anni e avrebbe incluso tre dischi.
Lucio Dalla, nato a Bologna il 4 marzo 1943 e scomparso a Montreux il 1 marzo 2012, fu un cantautore e attore con una carriera che sfiorò i 50 anni. Con una formazione musicale jazz, in seguito si affermò come autore dei suoi stessi testi. Suonava il clarinetto e il sassofono, e talvolta le tastiere. La sua musica attraversò varie fasi, dal beat all’esperimento ritmico e melodico, fondendo la canzone d’autore con elementi lirici e melodici italiani. Iniziò come clarinettista in un gruppo jazz a Roma, dove condivise spazio con Fabrizio Zampa e Massimo Catalano, con il sostegno di Carlo Loffredo. Nei suoi spettacoli, era solito improvvisare vocalizzazioni nello stile scat, una tecnica praticata anche da Adriano Celentano negli anni Sessanta e Settanta. Dalla studiò anche lo stile vocale di James Brown, esplorando un uso deliberatamente dissonante e aspro della voce, con una tendenza jazzistica a impreziosire le linee melodiche con variazioni inaspettate. Fu Gino Paoli a spingerlo a provare la strada del solista.
Dall'album
Il giorno aveva cinque teste
Lucio Dalla · 1973
Dati