La storia dietro
Ci sono canzoni che, quando suonate, ti trasportano in un luogo intimo, e Julia dei The Beatles è una di queste. Ciò che rende questo brano così speciale è che si tratta di un pezzo completamente spoglio, dove John Lennon si presenta da solo con la sua voce e una chitarra acustica. Non ci sono altri strumenti o voci degli altri Beatles; è un momento di pura introspezione. Il modo in cui Lennon approccia la chitarra, con uno stile "finger-picking" che ha imparato in India, noto come 'Travis-picking', conferisce alla canzone una texture delicata e avvolgente. È l'ultima traccia ad essere completata per l'album The Beatles, noto anche come White Album, e la sua registrazione ebbe luogo il 13 ottobre 1968, negli studi EMI di Londra.
La storia dietro Julia è profondamente personale. John Lennon l'ha scritta pensando a sua madre, Julia Lennon, tragicamente scomparsa nel 1958. L'ha persa due volte: una volta da bambino, quando si trasferì con sua zia, e la seconda volta, fisicamente, quando lei morì. Il testo evoca anche la sua futura moglie, Yoko Ono, il cui nome significa "figlia del mare", un'eco che risuona nella frase "Oceanchild calls me." È interessante notare come Lennon abbia adattato frasi da "Sand and Foam" (1926) del poeta libanese Kahlil Gibran, come "Half of what I say is meaningless, but I say it just to reach you", mostrando la sua abilità nell'intrecciare i suoi pensieri più profondi con influenze letterarie. Questa composizione, che si trova nella tonalità di Re maggiore e ha una durata di 2:54, è stato un momento unico nella discografia dei The Beatles, essendo l'unica volta che Lennon ha cantato e suonato da solo su una traccia della band.