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La storia dietro
Jelly Roll, secondo DoReSol
Jelly Roll è uno di quei brani che non suonano come il resto dell’album. Registrata nel maggio del 1959, la canzone si regge su un basso che non solo marca il ritmo, ma porta avanti la melodia con un’intensità che ricorda un racconto in prima persona. Non è un pezzo che si ascolta e si dimentica: la sua struttura, con quel basso che sembra parlare, lo rende unico all’interno di Mingus Ah Um. La durata esatta, quattro minuti e due secondi, non è casuale: ogni nota è calibrata affinché l’ascoltatore percepisca il tempo che si allunga e si contrae, come se la musica respirasse.
Il disco uscì nell’ottobre dello stesso anno sotto l’etichetta Columbia Records, e non fu una pubblicazione qualsiasi. Mingus Ah Um fu il primo album che il musicista registrò per quella casa discografica, un marchio che in seguito lo avrebbe onorato con un posto nella Grammy Hall of Fame nel 2013. Ma al di là dei premi, ciò che spicca è come il brano giochi con il nome dell’artista: Mingus, Minga, Mingum. È come se il titolo fosse una battuta interna, uno scherzo che solo chi conosce un po’ di latino capirebbe. L’arte di copertina, realizzata da Neil Fujita, rafforza questa idea di trasformazione, con colori che sembrano muoversi al ritmo della musica. Per chi la esegue, la chiave sta nel basso: non è un accompagnamento, è il protagonista.
Dall'album
Mingus Ah Um
Charles Mingus · 1959 · Track 9
Dati
Crediti
Musica Charles Mingus