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La storia dietro
"Índios", secondo DoReSol
La canzone *Índios* dei Legião Urbana, pubblicata nel 1986, ha un titolo che invita alla riflessione. Le virgolette che la circondano, ispirate da *Heroes* di David Bowie, non si riferiscono agli abitanti originari del Brasile in un senso storico letterale. Piuttosto, Renato Russo le usava per parlare di un'innocenza, una ingenuità che percepiva nel popolo brasiliano fin dai suoi albori, una condizione che, a suo dire, li rendeva suscettibili di essere ingannati da chi li governava. Il testo è una supplica per un mondo diverso, dove le persone siano meno egoiste e si cerchi qualcosa di meglio.
La creazione di *Índios* non fu semplice. Ci furono più di dieci tentativi affinché il testo si adattasse alla musica. Quando Renato Russo era sul punto di rinunciare, il produttore Mayrton Bahia e il tecnico del suono Amaro Moço ricorsero a una tecnica che avevano già impiegato nell'album precedente: l'uso di tagli e collage dalle diverse registrazioni. Il risultato è un brano che orbita attorno a un mantra di tastiera, con il chitarrista Dado Villa-Lobos che fornisce un accompagnamento di violone. L'album a cui appartiene, *Dois*, pubblicato nel 1986, è considerato uno dei lavori più importanti della band, e canzoni come *Eduardo e Mônica* e *Quase sem Querer* risuonarono anch'esse con il pubblico. La critica dell'epoca evidenziò *Índios* come il pezzo più intrigante del disco, descrivendola come un modo per tradurre la disperazione dei "primi e veri proprietari del Brasile", suggerendo che l'innocenza dei "gentili" potrebbe insegnarci molto.
Dall'album
Dois
Legião Urbana · 1986
Dati